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domenica 15 gennaio 2012

Sulle Ali dei Gabbiani: un successo!

Sulle ali dei gabbiani: un successo!




Grande successo di pubblico sabato 14 gennaio al vernissage di “Sulle ali dei Gabbiani”, alla Galleria G28 a Cagliari, mostra di installazione poetica curata da Italo Medda e Anna Boschi, con la collaborazione di Assunta Pittaluga e Beppe Vargiu e le danzatrici Arianna Madeddu e Stefania Sanna. Molto originale e suggestivo il modo di offrire la poesia, fogli a4 in continuo movimento a spiovere dall’alto, tra gabbiani in volo e reti, degli oltre settanta autori, nazionali ma anche stranieri, che hanno aderito all’iniziativa, per un totale di circa 150 titoli. La mostra è visitabile tutti i giorni eccetto il lunedì fino al 29 gennaio 2012 dalle ore 18,30 fino alle 20,30 presso la Galleria G28 in via Ada Negri a Cagliari. Ingresso libero.



Composizioni poetiche di Pietro Atzeni, Cagliari - Patrizia Battaglia, Massa Lombarda (RA) - Luisa Bergamini, Bologna - Anna Boschi, Bologna - Giancarlo Buffa, Cagliari - Virginia Cafiero, Genova - Lamberto Caravita, Massa Lombarda (RA) - Bruno Cassaglia, Quiliano (SV) - Maria Castronovo, Roma - Grazia Cipollino, Cerignola - Carmela Corsitto, Canicattì - Filippo Maria D'Angelo, Roma - Emanuele De Muro, Cagliari - Maria Tiziana Dondi, Bologna - Ginetta Fino, Castel S. Pietro T. (BO) - Letizia Gangemi, Taranto - Carmelo Giummo, Augusta - Claudio Grandinetti, Cosenza - Annamaria Janin, Cagliari - Oronzo Liuzzi, Corato (BA) - Mariella Loro, Torino - Ruggero Maggi, Milano - Paola Mancinelli, Montegranaro - Laura Maniscalco Blasi, Taranto - Elena Mannu, Cagliari - Giosuè Marongiu, Cagliari - Maria Grazia Martina, Breganze (MI) - G. Mauro Maulo, Macerata - Eraclio Nateri, Quartucciu (CA) - Italo Medda, Cagliari - Gloria G. Persiani, Roma - C. P. Oliviero , Tenerife (Spagna) - Oliviero Pianca, Bologna - Maurizio Piccirillo, R. Solvay (LI) - Salvatore Pintore. Sassari - Carlo Pucci, Bologna - Stefano Puddu Crespellani, La Garriga , Catalogna - Alberto Rizzi, Rovigo - Sabina Romanin, Pordenone - Viviana Santandrea, Bologna - Antonio Sassu, Torreglia (PD) - Francesco Silvestri, Massafra (TA) - Maria Spissu Nilson, Capoterra (CA) -Giovanni e Renata Strada, Ravenna - Rossana Tinelli, Matera - Giuseppe Luca Torraco, Foggia - Beppe Vargiu, Quartucciu (CA) - Massimo Zanasi, Cagliari



venerdì 13 gennaio 2012


E il vento che carezza la rugiada
La vita è sogno

Il mio sogno
mai fiorito seme in arida terra
non conosce la fremente gioia
che porta alla luce
o sole
ho dissodato il mio terreno
molto acqua ho dato
eppure il mio seme
è rimasto avvolto nel buio
osservo con stupore
in quest’alba grigio fuoco
l’umile margherita orgogliosa elevarsi
dolcemente
aprendosi al tuo bacio
tra il canto gioioso degli uccelli
mentre io sole
ancora una volta aspetto
e il vento che carezza la rugiada

Pietro Atzeni

Poesia tratta dalla raccolta "Tra terra e cielo", di Pietro Atzeni, edizioni Cinquemarzo Viareggio 2009

domenica 8 gennaio 2012


Piangete sardi
Amsicora è morto


Piangete sardi
Amsicora è morto
amava la libertà
per sé e per il suo popolo
Piangete
non è bastato l’odio esaltato d’amore
e la sua fierezza indomabile
per avere ragione dell’usurpatore
Piangete sardi
troppo forti le legioni romane
per il giovane Josto
suo generoso figlio
Piangete
Amsicora è morto
non ha retto alla sconfitta di Cornus
e alla morte del suo giovane erede
Piangete sardi
il tuo destino sarà deciso oltre mare
e pagherai queste scelte
ospite a caro prezzo in terra tua
Piangete
Amsicora è morto
ma vive nel cuore di ciascuno di noi
ridiamogli vita per riprenderci il nostro destino
Piangete sardi
Amsicora è morto
sì ridiamogli vita
solo così non sarà morto invano

mercoledì 4 gennaio 2012

Dove sono finiti gli indignati?


Dove sono finiti gli indignati?

Dove sono finiti gli indignati? Protestavano solo per i costumi sessuali presunti del Presidente del Consiglio Berlusconi? Perché non scendono più in piazza? Eppure Monti sta portando il paese alla rovina sotto ogni punto di vista, quello sociale compreso. Di fatto con la sua manovra, con gli aumenti del costo del carburante, il ripristino dell’Ici e tutti gli altri aumenti previsti a cascata, luce, telefono, autostrade, conti correnti etc ha ridotto di un buon 20% uno stipendio mensile di 1200 euro, ma attenti non è ancora aumentata l’iva… Ma, obietterete che siamo in emergenza. Ma fatemi il favore, ma quale emergenza! Ci stanno riducendo al lastrico per salvare il mondo dicono. Ma il mondo è di gran lunga più indebitato di noi. Il pianeta ha un debito pubblico del 1500% sul prodotto interno lordo e ci si vuol far credere che un paese col debito di appena il 120% possa incidere su questo fronte? No, non la bevo, c’è dell’altro che si chiama Banche che per effetto della scelleratezza di alcune operazioni, o vattelapesca, contano sui nostri soldi per salvarsi, grazie allo spread, o forse fare ulteriori appetitosi investimenti. Ma pongo solo una domanda: è moralmente accettabile salvare le banche, e ovviamente l’euro, al prezzo di affossare un’intera nazione? 

venerdì 30 dicembre 2011

Un altro anno ci lascia


Un altro anno ci lascia

Un altro anno ci lascia, senza rimpianto, ben sapendo però che non essendoci limiti al peggio quello che verrà potrebbe addirittura superarlo in negativo. Purtroppo la politica sta dimostrando tutti i suoi limiti, irrilevante che si tratti di destra, di sinistra o di centro. E’ una politica asservita al potere finanziario quello stesso che ha messo in piedi quel mostro chiamato globalizzazione che sta distruggendo le economie del mondo occidentale più di un cataclisma naturale con le multinazionali a farla da padrone a discapito della collettività. Disoccupazione, precarietà, distruzione del sociale, povertà diffusa, sono le conseguenze di questo modo di intendere la politica ma nonostante ciò si va avanti con tenacia o ottusità o, se preferite, furberia, con l’ennesima promessa di risoluzione definitiva dei problemi che affliggono questa società e di un mondo migliore. Ma un albero malato non potrà mai dare buoni frutti, tutt’al più potrà giovare al padrone tagliarne i rami e usarli per il proprio benessere, come legna da ardere o per creare suppellettili, ma non di certo alla collettività per nutrirsi che perciò sarà ancora più povera. Ecco la globalizzazione è come quell’albero che non dà che benefici al padrone e lascia in vana attesa degli auspicati frutti la collettività. Mi chiedo cos’altro dovremo subire per recidere quest’albero che ad oggi ci ha portato via risorse e lavoro, e ancora continua, visto la Omsa?, e decidere di sostituirlo con altro che possa garantire finalmente i frutti con cui nutrire noi e i nostri figli. Buon anno a tutti.


mercoledì 28 dicembre 2011

Prestito della Bce di Draghi alle banche europee per sviluppo e lavoro… di chi?


Prestito della Bce di Draghi alle banche europee per sviluppo e lavoro… di chi?

Ennesimo prestito della Bce alle banche europee, per sostenere ufficialmente le economie dei paesi membri, per sviluppo e lavoro si dice, poi vedremo di chi. Ma nel frattempo lo spread sale nuovamente e le banche che hanno avuto questi soldi all’1% possono acquistare bond dei paesi in difficoltà come il nostro al 6% e oltre. Se non ci fosse lo spread sarebbe proprio il caso di inventarlo, vero Presidente Draghi? O è stato inventato proprio per questo?