Terzo e ultimo appuntamento per la rassegna organizzata da
ParoleRivelate “Incontro con tre autori”. Dopo Luca Tescaroli, "Obiettivo
Falcone", seguito da Arnaldo Ninchi, "Io, questa compagnia non la
volevo fare". è ora il turno di Pietro Atzeni e del suo thriller sulla
globalizzazione"Le verità di fango. Enigma rosso", ed. Cinquemarzo,
Viareggio2010. Tullio Pecora incontra Pietro Atzeni per saperne di più oltre la
trama del libro, nel suggestivo scenario del Caffè Savoia, a Cagliari, davanti
a un pubblico attento e partecipe. Coordinatrice della serata Carla Calò. In
studio gli attori Maurizio Anichini e Carlo Ibba che durante la serata hanno
letto alcuni brani del romanzo. Il filmato che segue è, appunto, relativo al primo
brano letto dall’attore Maurizio Anichini durante quest’ultimo appuntamento
della rassegna. Nei prossimi giorni seguiranno le altre letture e sintesi dell’intera
serata.
Visualizzazioni totali
giovedì 22 dicembre 2011
mercoledì 14 dicembre 2011
ParoleRivelate presenta "Le verità di fango enigma rosso"
ParoleRivelate presenta
Le verità di
fango enigma rosso
mercoledì 21 DICEMBRE 2011
Ore 18,30
Sala Caffè Savoia
Piazza Savoia Cagliari
ParoleRivelate presenta:
PROGETTO:
Vite rivelate.
Incontro con Pietro Atzeni per rivelare
qualcosa di più della trama del libro.
Pietro Atzeni : Le verità di Fango - Enigma
rosso. Ed. Cinquemarzo.
Un romanzo coinvolgente riesce a miscelare diversi generi
letterari: saggio, giallo e noir. La storia infatti si
intreccia con i nostri giorni, le tavolette d’argilla da cui la stessa storia
deriva sono solo un espediente per raccontare la nostra epoca, con un lavoro di scavo della nostra società globalizzata già iniziato col
primo romanzo. È un’analisi sistematica del nostro Paese, un’analisi
racchiusa dentro parole di personaggi apparentemente senza volto, sconosciuti,
figli illegittimi nati dall’unione di inchiostro e fantasia. Ma col passare
delle pagine, questi personaggi diventano persone, spuntano dei volti, e in
qualche caso anche dei nomi.
Pietro Atzeni
quindi utilizza con arte l’espediente del giallo per narrare i nostri giorni
come un saggio.
Dott.ssa Carla
Calò
Presidente ParoleRivelate
Tullio Pecora
Direttore Artistico ParoleRivelate
giovedì 8 dicembre 2011
Salviamo l’Europa
forse
e affossiamo l’Italia
Evviva
Con queste misure
definite anticrisi
l’unico sviluppo e
crescita possibile
è lo sviluppo della
recessione
e la crescita della
disoccupazione
che non risolveranno
nessuna crisi
non degli italiani
almeno
anzi
misure anticrisi
ma a beneficio di
chi?
Pietro Atzeni
giovedì 24 novembre 2011
Pietro Atzeni in due libri racconta la sua vicenda
Dal "Secolo d'Italia" del 23/11/2011
http://pietroatzeni.files.wordpress.com/2011/11/secolo-ditalia-intervista-atzeni-pietro.pdf
L'ingiustizia "ferisce" ma ci si può riscattare
Pietro Atzeni, in due libri, racconta la sua vicenda: «Ero un uomo finito,poi...»
Pietro Atzeni, in due libri, racconta la sua vicenda: «Ero un uomo finito,poi...»
Valentina Marsella
Quando la denuncia dell'ingiustizia crea unvero e proprio talento. Lo sa bene Pietro Atzeni, lo scrittore sardo che in unodei suoi due libri, Il mistero delle 99 tavolette d'argilla rossa racconta lasua disavventura giudiziaria. Lo "scippo" della sua emittente tv,finita in mano a persone senza scrupoli che l'hanno portata giorno dopo giornoal fallimento. E a pagarne le spese, dopo quasi vent'anni, sono ancora lui e lamoglie. Ma Atzeni non si definisce una vittima di errore giudiziario. Sì, hadovuto subire un'ingiustizia e ancora oggi lotta affinché il suo processo vengariaperto per far luce sulla verità, ma lo scrittore si sente un privilegiato,perché quella lotta lo ha cambiato in meglio. Se non si fosse trovato nel belmezzo della tragedia che lo ha travolto, oggi, forse, non sarebbe ciò che èdiventato.
Questa è la storia, positiva, di un uomo che dopo la caduta si è rialzato,denunciando il malcostume di un'Italia dove il potere della politica può tutto,«anche influenzare le decisioni dei giudici», dice Atzeni, facendosi portavocedi quanti, vivendo una storia simile alla sua, non hanno saputo o potutoraccontare il dolore di sentirsi colpevoli da innocenti. Un'innocenza che l'excomproprietario dell'ex emittente sarda Canale 60, vuole dimostrare perprincipio, denunciando ancora una volta di essere stato vittima di raggiri etruffe; e vuole dimostrarlo anche oggi che è ormai un personaggio noto, in unnuovo esposto che verrà presentato dall'Associazione Vittime errori giudiziariArt.643. «Il caso di Atzeni - rileva l'avvocato Valentina Di Loreto, portavocedell'Associazione, che ha preso a cuore la vicenda - rappresenta nel vero sensodella parola una rivoluzione copernicana rispetto al trend dello stato d'animo dellevittime di errore giudiziario, che spesso fanno della loro sconfitta unaragione di vita, sentendosi frustrati fino alla fine dei loro giorni. Atzeniinvece è riuscito a tradurre in positivo quello che gli è accaduto, diventandocosì un vincitore nella vita. Forte del suo equilibrio e della sua preparazioneculturale, dalla sventura ha tratto il buono, un po' come l'Araba Fenice che èriuscita a risorgere dalle ceneri». Nel nuovo esposto, fa notare il legale,«non ci sono novità rilevanti tali da far riaprire il caso, poiché tutti glielementi sono già stati valutati, ma ci si affida al buon senso di unmagistrato virtuoso che possa rivedere con una nuova luce i punti dellavicenda. Atzeni, spiegala Di Loreto , «non è una vittima della giustizia penale,piuttosto di una situazione per la quale la macchina della giustizia è stataparticolarmente ingarbugliata e lenta».
Ma veniamo alla storia, che qualche tempo fa, Atzeni, ha raccontato anche inuna lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,«prendendo a spunto - scrive lo scrittore - le sue parole con le quali invitagli italiani a non abbassare la guardia nei confronti della mafia visto checome lei stesso dice, "esiste il rischio che le organizzazioni di stampomafioso possano approfittare dell'attuale crisi per acquisire il controllo diaziende in difficoltà, con una invasiva presenza in tutte le regioni delpaese"». Un problema vecchio, denuncia l'uomo, che «periodicamente ritornadi drammatica attualità». Nella lettera al Capo dello Stato, l'autore disuccesso, racconta in sintesi le sue vicissitudini. Nel '90, lui e sua moglieerano comproprietari dell'emittente televisiva locale Canale 60 sas.All'indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge Mammì duesoci decisero di uscire dalla società e ne subentrarono altri due. «Pesa sullanostra scelta - spiega Atzeni - la frequentazione del padre, un editore, con ilpalazzo del potere: contiamo su lui come cavallo vincente ma ci rendiamo benpresto conto che si tratta di un cavallo di troia». L'emittente diventòoperativa, onorando le disposizioni di legge. Andò avanti con i problemiclassici di un'azienda che si rifonda ma tutto sommato senza grandi debiti.Nell'agosto del 1991 la moglie di Atzeni si dimise da amministratore perchévincitrice di un concorso pubblico, passando l'incarico ad altri.
«E da allora è per noi iniziato l'inferno», denuncia lo scrittore, perché«dapprima il nuovo amministratore ha citato in tribunale mia moglie perappropriazione indebita di 70 milioni di vecchie lire, accusa poi dimostratasiinfondata che altro non era che un contratto pubblicitario mai evaso, cheassieme a tanti altri inevasi hanno portato in breve alla fame la società».Debiti su debiti, portarono il nuovo amministratore a cedere un ramo d'aziendae cioè il segnale, per 250 milioni di vecchie lire, e assieme all'etere lostesso personale che dalla Canale 60 sas passò alle dipendenze della Editel,che irradiava i programmi col marchio Super Tv. I coniugi Atzeni si opposero, richiedendoil sequestro giudiziario, perché una simile mossa, rileva lo scrittore sardo,«significava la fine dell'emittente senza più personale né frequenza». Ma iltribunale civile di Cagliari era di altro avviso: infatti rigettò il lororicorso, «legittimando così - sottolinea l'uomo - una transazione ottenuta coninganno che ci danneggiava due volte. Infatti, malgrado la vendita,l'amministratore continuò a usare i conti bancari della società garantiti anchedalle nostre fideiussioni, e quando le banche ci chiesero, stranamente solo ame e mia moglie, di reintegrare lo scoperto purtroppo non esisteva ormai piùniente sul quale potessimo rivalerci come fideiussori».
Per i due coniugi fu il crollo di tanti sogni e progetti: Pietro passò unperiodo di depressione, si sentiva vittima di un destino ingiusto. Ma quelsentimento negativo si trasformò pian piano in qualcosa di incredibile, chesarà la sua salvezza. Pietro Atzeni iniziò a scrivere, a raccontare, a staremeglio denunciando quello che gli era successo. Nel 2005 uscì il suo primolibro, Il mistero delle 99 tavolette d'argilla rossa, dove viene descritta,anche se con personaggi e nomi di fantasia, la sua storia. Ma soprattutto lastoria di una globalizzazione e di una nuova economia, spiega Atzeni, che«hanno consegnato il Paese a gente priva di scrupoli». La"fanghiglia" che opprime la nostra società, torna poi protagonistanel secondo libro dello scrittore sardo, datato 2010, Le verità di fango.Enigma Rosso. Un nuovo successo a metà tra il thriller e il noir, ma con lesfumature del saggio, dove il nostro Paese viene analizzato attraverso leparole di personaggi apparentemente senza volto, sconosciuti. Persone chepagina dopo pagina assumono sembianze e un nome. Qui, c'è l'eterna guerra delbene contro il male, un male però ben mimetizzato dietro verità in apparenzapositive ma utilizzate come sofisticato specchietto per le allodole dietro ilquale si consuma l'inganno ai danni di una umanità distratta e impreparata, e abeneficio di una élite, con lo Stato sempre più confinato in un angolo a fareda spettatore. Dentro quelle Verità di fango c'è la denuncia di Atzeni, maanche una possibilità di riscatto per chiunque si senta calpestatodall'ingiustizia. Lui ne è l'esempio, e scrivere è diventata la sua salvezza.
Questa è la storia, positiva, di un uomo che dopo la caduta si è rialzato,denunciando il malcostume di un'Italia dove il potere della politica può tutto,«anche influenzare le decisioni dei giudici», dice Atzeni, facendosi portavocedi quanti, vivendo una storia simile alla sua, non hanno saputo o potutoraccontare il dolore di sentirsi colpevoli da innocenti. Un'innocenza che l'excomproprietario dell'ex emittente sarda Canale 60, vuole dimostrare perprincipio, denunciando ancora una volta di essere stato vittima di raggiri etruffe; e vuole dimostrarlo anche oggi che è ormai un personaggio noto, in unnuovo esposto che verrà presentato dall'Associazione Vittime errori giudiziariArt.643. «Il caso di Atzeni - rileva l'avvocato Valentina Di Loreto, portavocedell'Associazione, che ha preso a cuore la vicenda - rappresenta nel vero sensodella parola una rivoluzione copernicana rispetto al trend dello stato d'animo dellevittime di errore giudiziario, che spesso fanno della loro sconfitta unaragione di vita, sentendosi frustrati fino alla fine dei loro giorni. Atzeniinvece è riuscito a tradurre in positivo quello che gli è accaduto, diventandocosì un vincitore nella vita. Forte del suo equilibrio e della sua preparazioneculturale, dalla sventura ha tratto il buono, un po' come l'Araba Fenice che èriuscita a risorgere dalle ceneri». Nel nuovo esposto, fa notare il legale,«non ci sono novità rilevanti tali da far riaprire il caso, poiché tutti glielementi sono già stati valutati, ma ci si affida al buon senso di unmagistrato virtuoso che possa rivedere con una nuova luce i punti dellavicenda. Atzeni, spiega
Ma veniamo alla storia, che qualche tempo fa, Atzeni, ha raccontato anche inuna lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,«prendendo a spunto - scrive lo scrittore - le sue parole con le quali invitagli italiani a non abbassare la guardia nei confronti della mafia visto checome lei stesso dice, "esiste il rischio che le organizzazioni di stampomafioso possano approfittare dell'attuale crisi per acquisire il controllo diaziende in difficoltà, con una invasiva presenza in tutte le regioni delpaese"». Un problema vecchio, denuncia l'uomo, che «periodicamente ritornadi drammatica attualità». Nella lettera al Capo dello Stato, l'autore disuccesso, racconta in sintesi le sue vicissitudini. Nel '90, lui e sua moglieerano comproprietari dell'emittente televisiva locale Canale 60 sas.All'indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge Mammì duesoci decisero di uscire dalla società e ne subentrarono altri due. «Pesa sullanostra scelta - spiega Atzeni - la frequentazione del padre, un editore, con ilpalazzo del potere: contiamo su lui come cavallo vincente ma ci rendiamo benpresto conto che si tratta di un cavallo di troia». L'emittente diventòoperativa, onorando le disposizioni di legge. Andò avanti con i problemiclassici di un'azienda che si rifonda ma tutto sommato senza grandi debiti.Nell'agosto del 1991 la moglie di Atzeni si dimise da amministratore perchévincitrice di un concorso pubblico, passando l'incarico ad altri.
«E da allora è per noi iniziato l'inferno», denuncia lo scrittore, perché«dapprima il nuovo amministratore ha citato in tribunale mia moglie perappropriazione indebita di 70 milioni di vecchie lire, accusa poi dimostratasiinfondata che altro non era che un contratto pubblicitario mai evaso, cheassieme a tanti altri inevasi hanno portato in breve alla fame la società».Debiti su debiti, portarono il nuovo amministratore a cedere un ramo d'aziendae cioè il segnale, per 250 milioni di vecchie lire, e assieme all'etere lostesso personale che dalla Canale 60 sas passò alle dipendenze della Editel,che irradiava i programmi col marchio Super Tv. I coniugi Atzeni si opposero, richiedendoil sequestro giudiziario, perché una simile mossa, rileva lo scrittore sardo,«significava la fine dell'emittente senza più personale né frequenza». Ma iltribunale civile di Cagliari era di altro avviso: infatti rigettò il lororicorso, «legittimando così - sottolinea l'uomo - una transazione ottenuta coninganno che ci danneggiava due volte. Infatti, malgrado la vendita,l'amministratore continuò a usare i conti bancari della società garantiti anchedalle nostre fideiussioni, e quando le banche ci chiesero, stranamente solo ame e mia moglie, di reintegrare lo scoperto purtroppo non esisteva ormai piùniente sul quale potessimo rivalerci come fideiussori».
Per i due coniugi fu il crollo di tanti sogni e progetti: Pietro passò unperiodo di depressione, si sentiva vittima di un destino ingiusto. Ma quelsentimento negativo si trasformò pian piano in qualcosa di incredibile, chesarà la sua salvezza. Pietro Atzeni iniziò a scrivere, a raccontare, a staremeglio denunciando quello che gli era successo. Nel 2005 uscì il suo primolibro, Il mistero delle 99 tavolette d'argilla rossa, dove viene descritta,anche se con personaggi e nomi di fantasia, la sua storia. Ma soprattutto lastoria di una globalizzazione e di una nuova economia, spiega Atzeni, che«hanno consegnato il Paese a gente priva di scrupoli». La"fanghiglia" che opprime la nostra società, torna poi protagonistanel secondo libro dello scrittore sardo, datato 2010, Le verità di fango.Enigma Rosso. Un nuovo successo a metà tra il thriller e il noir, ma con lesfumature del saggio, dove il nostro Paese viene analizzato attraverso leparole di personaggi apparentemente senza volto, sconosciuti. Persone chepagina dopo pagina assumono sembianze e un nome. Qui, c'è l'eterna guerra delbene contro il male, un male però ben mimetizzato dietro verità in apparenzapositive ma utilizzate come sofisticato specchietto per le allodole dietro ilquale si consuma l'inganno ai danni di una umanità distratta e impreparata, e abeneficio di una élite, con lo Stato sempre più confinato in un angolo a fareda spettatore. Dentro quelle Verità di fango c'è la denuncia di Atzeni, maanche una possibilità di riscatto per chiunque si senta calpestatodall'ingiustizia. Lui ne è l'esempio, e scrivere è diventata la sua salvezza.
Da il "Secolo d'Italia" http://pietroatzeni.files.wordpress.com/2011/11/secolo-ditalia-intervista-atzeni-pietro.pdf del23/11/2011
domenica 20 novembre 2011
Io, questa compagnia non la volevo fare a Caffé Savoia
| Ora |
sabato 26 novembre · 18.30 - 20.00
|
|---|---|
| Luogo |
Caffè Savoia
Cagliari (Cagliari, Italy)
|
| Creato da | |
| Maggiori informazioni |
Tullio Pecora incontra Arnaldo Ninchi.
"Necessariamente" moderati da Carla Calò. Con la gradita partecipazione di Lorenzo Gioielli e Daniela Giordano. Un tuffo nel mondo del Teatro, di ieri e di oggi, con aneddoti, racconti e pettegolezzi |
lunedì 14 novembre 2011
Tifo da stadio
Tifo da stadio per le dimissioni di Berlusconi
Tifo da
stadio l’altro ieri davanti a Montecitorio per le dimissioni di Berlusconi. Sorge
il dubbio che in mezzo a questa festa ben pochi sapessero che poco o nulla c’era
da festeggiare, anzi, a meno che quella non fosse la claque sguinzagliata dai
banchieri per creare un clima favorevole a Mario Monti. Seguite il filmato più
avanti, tratto dal programma di Rai 2 “LultimaParola” di Gianluigi Paragone e
troverete che per noi più che motivi per festeggiare si avvicinano tempi duri
così come mai li abbiamo conosciuti, questa almeno è l’opinione di Giulietto
Chiesa che mi auguro venga smentita dai fatti, anche se la lettera di Trichet e
Draghi esiste, se ne conoscono i contenuti e pesa come una mannaia sul nostro
futuro imminente.
sabato 12 novembre 2011
"Educhiamo al rispetto delle donne", Cagliari Exmà 25-11-2011
Parole Rivelate presenta:


| Ora | venerdì 25 novembre · 17.00 - 19.30 |
|---|---|
| Luogo | Centro Comunale d'Arte e Cultura EXMA' - Caglairi San Lucifero 71 Cagliari, Italy |
| Creato da | |
| Maggiori informazioni | ParoleRivelate - CRTscenaMadre in collaborazione con CEDAC Sardegna con il Patrocinio del Comune di Cagliari, della Provincia di Cagliari e della Consigliera di Parità Regione sardegna "EDUCHIAMO AL RISPETTO DELLE DONNE" 25 Novembre 2011 ore 17.00 Centro Comunale d'Arte e Cultura EXMA' Introduce : VALERIA CIABATTONI - Direttore artistico CEDAC Sardegna/Circuito Teatrale Regionale Sardo Intervengono: LUISA MARILOTTI - Consigliera di parità Regione Sardegna SILVANA MIGONI - Presidente Associazione "Donne al traguardo" GABRIELLA ACCA - 1° Dirigente della Polizia di Stato - Divisione anticrimine Questura di Cagliari ANGELA QUAQUERO - Responsabile Politiche sociali Provincia di Cagliari ANDREA DEFFENU - Docente di Diritto Costituzionale Università di Cagliari CLAUDIA MARRAS - Psicologa e Psicoterapeuta DONATELLA ADDIS - Assistente sociale, referente dell'Area immigrati Rom e violenza di genere - Assessorato servizi sociali Comune di Cagliari Coordina i lavori : CARLA CALO' - Presidente ParoleRivelate Anche il Teatro dice "Stop alla Violenza sulle donne" Il regista Tullio Pecora presenterà lo spettacolo "Difesa di Dama" di Joaquin Hinojosa e Isabel Carmona - Novità assoluta per l'Italia. Letture con gli attori protagonisti della pièce teatrale ARNALDO NINCHI E LORENZO GIOIELLI presenti a Cagliari e con DANIELA GIORDANO in collegamento Skype e video dal Convegno Nazionale di Roma - Camera dei Deputati. Vi aspettiamo numerosi |
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